Pammukkale

PAMUKKALE

Nella valle del fiume Menderes, Pammukkale, che in turco significa “castello di cotone”, fu l’antica città di Hierapolis. Questo soprannome allude alle straordinarie formazioni naturali che costellano il paesaggio, fatto di vasche in travertino bianco con curioso andamento a terrazza, riempite di acqua termale dalle proprietà terapeutiche. Lo scenario, lunare o surreale, scavato dall’incessante lavoro dell’acqua calcarea nel corso di milioni di anni, doveva presentarsi, soprattutto prima dello sfruttamento turistico, come un morbido castello vellutato dall’aspetto di cotone bianchissimo, quasi accecante. Le fonti termali contengono grandi quantità di carbonato di idrogeno e di calcio, che lasciano una spessa coltre bianca di calcare e travertino lungo il pendio della montagna, come fosse un’articolata cascata di ghiaccio.

Pamukkale è un importante centro turco per i turisti che viaggiano dalle coste dell’Adalia e del mar Egeo ed è uno dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Re Agamennone, raccontala leggenda, una volta distrutta Troia, non riprese subito la via del mare. Si spinse a sud, seguendo la costa con i soldati feriti. Sapeva di una mitica fonte dall’odore acre, fumigante come l’immagine dell’aldilà. Si raccontava che un ferito che vi ci fosse immerso sarebbe tornato sano e salvo. Secondo un'altra leggenda, chi si recasse alle piscine per curarsi da qualche malanno, aveva poi l’usanza di edificare la propria tomba presso il sito di Hierapolis, in segno di scaramanzia, augurandosi di non doverla mai usare.

·          Piscine di Travertino, a nord del centro storico, in cui tuttavia non è possibile immergersi.

·          Piscine pubbliche, dove si può fare il bagno.