Antakya

ANTAKYA

Nota come Antiochia di Siria o Antiochia ad Orontem, questa città è stata siriana fino al 1939 come è evidente ancora oggi nel crogiolo di etnie presenti nel centro. Della magnificenza del passato non rimane praticamente nulla, se non qualche rovina di epoca ellenistico-romana più qualche reperto custodito nel museo archeologico. La città fu una delle prime dell’Asia  minore in cui San Paolo predicò il Vangelo. Dei resti romani si possono apprezzare: il Ponte di Diocleziano sull’Oronte, a quattro arcate; i bastioni difensivi sull’antico monte Silpius, alle pendici del quale si sviluppò poi il centro urbano; le rovine dell’acquedotto di Traiano. Antakya presenta anche una cittadella di epoca medievale, ma di essa non resta praticamente nulla se non il panorama che si gode dall’alto. La vera attrattiva della città è l’Antakya Arkeolji Muzesi, che ospita una ricca collezione di mosaici del periodo I-V secolo d.C. e, tra tutti, spicca lo splendido mosaico noto al mondo col nome di Mosaico di Oceano di Teti. Vi è un'altra sezione che espone reperti rinvenuti nel sito della piana di Amik. Della predicazione di Pietro e Paolo è rimasta la grotta rupestre dove le prime comunità cristiane si riunivano in segreto.

10 km più a sud si trova il Boschetto di Dafne, dove secondo la mitologia classica Dafne si sarebbe fatta trasformare in pianta di alloro pur di sfuggire alle insidie del dio Apollo.